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L'insostenibile leggerezza dell'essere
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KUNDERA, Milan

L'insostenibile leggerezza dell'essere

Milano : Adelphi, 1985

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Riccardo Guerra
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Lo stile è molto piacevole. Il contenuto non lo condivido molto.
L'autore mediante le vicende di vari personaggi Tomas e la mogli Tereza, Sabina e l'amante Franz sposato con altra donna descrive vari tipi di amore e di relazioni; tra uomo donna, tra essere umano e animale, nella fattispecie il cane Karenin.
Nel libro l'amore del corpo non corrisponde all'amore dell'anima: il corpo ama tutte le donne e nessuna in particolare; l'amore dell'anima è quasi solo sacrificio e sofferenza. Nessun personaggio sembra amare corpo e anima una donna; mai la propria moglie. Tereza ama suo marito, ma è un amore poco gratuito, egoistico. Emerge invece l'amore gratuito per il cane. Questo animalismo che personalmente mi annoia, perchè frutto di una visione dell'amore umano mai completo, ma diviso in tanti pezzi donati a persone diverse, mai alla stessa persona e perciò non resta che amare veramente un cane e non come andrebbe amata una persona.
Alcune interpretazioni della Bibbia sono molto discutibili; fatte queste in modo "leggero".
Nessuno dei personaggi vive in modo "leggero"; questa leggerezza dell'essere è in realtà la pesantezza di vivere o sopravvivere a relazioni umane che prevedono una buona dose di incomprensioni e necessità discutibili.

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