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Gli scomparsi di Chiardiluna
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Dabos, Christelle

Gli scomparsi di Chiardiluna ; traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca

Roma : Edizioni e/o, 2019

Abstract: Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell'arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all'interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l'inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell'indagine solo per amore di Thorn, l'uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso...

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Riccardo Guerra
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E' un libro che piacevole, sapendo di non leggere un capolavoro assoluto del genere.
Manca un po' di spessore, di profondità dei personaggi, di saperli caratterizzare non solo superficialmente dando loro delle diverse qualità. Nelle descrizioni non ha saputo trasmettere al lettore quelle particolarità per potersi figurare il mondo che ha creato, come ha saputo fare magistralmente ad esempio Tolkien o Rowling.
La trama alle volte stenta, avendo pause di ritmo.
Alcuni aspetti dei personaggi sono troppo stereotipati, così come la storia d'amore incompresa, che è nascosta nel personaggio apparentemente burbero e scostante del cavaliere senza macchia.
E' come dicevo un libro che si legge volentieri, anche per il suo formato e "consistenza" delle pagine per chi sa apprezzare la carta e il carattere adeguato per una lettura da lettore non più "adolescente" da undici decimi.

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