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L' inverno del giustiziere
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Bourne, Sam

L' inverno del giustiziere

Milano : Longanesi, c2011

Abstract: È una mattina di pioggia e il quartier generale dell'ONU a New York si appresta a vivere una giornata intensa. I principali capi di Stato del mondo sono arrivati accompagnati da un impressionante dispiegamento delle forze di sicurezza. Forse per questo l'allarme viene preso subito sul serio: c'è un uomo sospetto che si sta avvicinando all'ingresso principale. I servizi segreti ritengono che possa essere un terrorista. Un kamikaze. Forse per questo basta che l'uomo faccia un gesto sospetto perché le guardie aprano il fuoco uccidendolo. Solo esaminando il cadavere le forze di sicurezza si rendono conto del tragico errore commesso. Non hanno ucciso un terrorista, ma un innocuo anziano inglese di origini lituane, di nome Gerald Merton. Per nascondere l'accaduto prima che diventi uno scandalo internazionale. l'ONU si rivolge a un suo ex dipendente: Tom Byrne è un avvocato senza scrupoli, innamorato solo del proprio conto in banca. Dovrebbe essere tutto semplice, veloce e soprattutto redditizio per lui. Non è così. Basato su eventi storici reali ma finora poco conosciuti. "L'inverno del giustiziere" è un thriller capace di riaprire uno squarcio nella storia del nazismo e dello sterminio degli ebrei per mostrarci altre nuove ferite che non potranno mai guarire.

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Riccardo Guerra
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Il libro è appassionante, almeno quasi sino alla fine; nella parte conclusiva si perde un po', cercando appunto di concludere una trama sì tratta da una storia vera, ma ovviamente rielaborata.
Il difetto di questo filone di letteratura è proprio il finale: riuscire a concludere ad effetto senza strafare, lasciando al lettore quel senso di verosimile che spesso manca in questi libri. Così anche questo si perde nel finale; troppo elaborato per risultare credibile o quanto meno verosimile. Non tutto fila liscio nella storia, alle volte i pezzi si incastrano a fatica.
Fa sorridere comunque la "necessità" degli scrittori di creare personaggi stereotipati o "televisivi": uno dei personaggi principali è una donna ovviamente bellissima; non se ne può fare a meno. Come fosse già scritto che la trasposizione cinematografica non può permettersi un personaggio femminile "normale".
La storia d'amore, che sempre è presente, è giustificata per esigenze narrative della trama. Personalmente sono intollerante verso questo tipo di "ingrediente" abusato da tutti gli scrittori di thriller, polizieschi o simili.
Altro difetto è la cronologia degli eventi non ben definita e raccontata: l'autore non rende partecipe il lettore del succedersi dei giorni e delle ore. Così come la mancanza di quegli aspetti quotidiani che renderebbero la storia verosimile.
In ogni caso il libro si legge molto volentieri, seppur il finale lasci a desiderare.

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