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Gli ultimi messaggi del Forum

Il tribunale delle anime - di Donato Carrisi

Anche questo libro di Carrisi è appassionante; ti cattura con con la successione degli eventi, sempre ben scritto. Prende spunto dalla Sacra Penitenzieria Apostolica, antico "tribunale di grazia", che aveva il compito di dirimere le questioni di coscienza e di indulgenze; tutto con il massimo segreto rispetto a chi ne chiedeva l'aiuto.
Carrisi lo reinventa, dotandolo di sacerdoti investigatori con poteri molto particolari, quasi paranormali.
La trama è formata da più indagini in cui sono invischiati i protagonisti, per poi alla fine far combaciare tutti gli incastri, caratteristica questa che premia i libri di questo genere.
L'autore esprime anche qualche commento personale per bocca dei personaggi, dando anche uno spessore diverso dai soliti libri di indagini.
Un libro da leggere.

L'uomo invisibile - Herbert G. Wells

Un bel racconto di fanta-scienza: uno scienziato scopre il procedimento mediante il quale rendersi non visibile alle persone. Dopo alcuni tentativi su oggetti ed un gatto, lo prova su se stesso. Da qui lo scienziato-studioso perde via via la ragione, allontanandosi dal essere un umano per divenire un mostro, che desiderava dominare la razza umana. Sino all'esito finale: il ritorno all'umanità. E' un racconto del 1897, precursore di molti altri.

L' inverno del giustiziere - di Sam Bourne

Il libro è appassionante, almeno quasi sino alla fine; nella parte conclusiva si perde un po', cercando appunto di concludere una trama sì tratta da una storia vera, ma ovviamente rielaborata.
Il difetto di questo filone di letteratura è proprio il finale: riuscire a concludere ad effetto senza strafare, lasciando al lettore quel senso di verosimile che spesso manca in questi libri. Così anche questo si perde nel finale; troppo elaborato per risultare credibile o quanto meno verosimile. Non tutto fila liscio nella storia, alle volte i pezzi si incastrano a fatica.
Fa sorridere comunque la "necessità" degli scrittori di creare personaggi stereotipati o "televisivi": uno dei personaggi principali è una donna ovviamente bellissima; non se ne può fare a meno. Come fosse già scritto che la trasposizione cinematografica non può permettersi un personaggio femminile "normale".
La storia d'amore, che sempre è presente, è giustificata per esigenze narrative della trama. Personalmente sono intollerante verso questo tipo di "ingrediente" abusato da tutti gli scrittori di thriller, polizieschi o simili.
Altro difetto è la cronologia degli eventi non ben definita e raccontata: l'autore non rende partecipe il lettore del succedersi dei giorni e delle ore. Così come la mancanza di quegli aspetti quotidiani che renderebbero la storia verosimile.
In ogni caso il libro si legge molto volentieri, seppur il finale lasci a desiderare.

L'amica geniale - Elena Ferrante

Lettura interessante. E' un viaggio nell'animo femminile, nell'età dell'adolescenza, ma non solo. Il racconto è ambientato in un rione di Napoli negli anni cinquanta. Le protagoniste vivono la loro adolescenza in un rione dove la povertà fa da sfondo alle loro speranze di emergere, alla loro volontà di dimostrare la loro superiorità intellettuale e di valori, il loro distacco al passato rappresentato dai loro genitori. Così la loro idea di ricchezza muta, cambia con le loro aspettative ed obiettivi; così come cambia il loro intendere l'amicizia reciproca, il loro modo di dimostrarla all'altra.
Spesso troppo caricaturate le protagoniste, perdono un po' di realismo. Lila, Will Hunting al femminile, si perde nelle sue capacità analitiche di valutare cose e persone. Elena, l'amica geniale di Lila (che a sua volta è l'amica geniale di Elena), scivola nelle sue invidie e gelosie di ragazzina seppur estremamente dotata anch'essa di molte qualità che la fanno primeggiare a scuola, ma non sempre le danno la sicurezza che vorrebbe nell'affrontare la vita.
I personaggi maschili invece sono negativi. Difficile trovare un uomo/ragazzo positivo; ognuno porta con se' difetti marcati, quasi fossero inferiori alle due protagoniste eccelse benchè non perfette.

Il guerriero di Roma - Harry Sidebottom

L'autore dimostra di conoscere bene l'esercito romano e riempie il racconto di termini tecnici latini. La storia però non è sempre entusiasmante, l'assedio nulla ha a che vedere con quello inventato e descritto da Tolkien del Fosso di Elm. Non riesce sempre ad essere incalzante, seppur siano le pagine più piacevoli del libro. Alcuni personaggi sono solo tratteggiati, ma no sufficientemente caratterizzati; spesso rimane in superficie e quindi non entra nel personaggio. Non sfrutta a sufficienza i frumentarii e il tentativo di creare una storia di spie e tradimenti. Cade come tutti nella banalità della storia d'amore, che si protrarrà nei volumi seguenti. Non mi ha colpito così tanto da invogliarmi a proseguire nei prossimi capitoli della storia di Balista.

Un gioco quiete - Greg Iles

Come in altri suoi libri il contesto della storia è legato ai diritti civili. La storia è ambientata nella città natale dell'autore; questo ne descrive i dissidi interni e la difficile coesistenza di razze diverse in un periodo storico ancora più difficile.
Il racconto è coinvolgente, è una storia d'azione oltre che di indagini. Peccato per qualche "scivolone" nel grossolano per far quadrare la storia (come nel finale dove la soluzione del processo è opera di una poco verosimile comparsa, entrando in un luogo che doveva essere particolarmente "sigillato"). Si legge comunque volentieri, come gli altri libri dell'autore.

Vent'anni dopo - Alexandre Dumas

I famosi moschettieri dopo vent'anni si ritrovano e danno vita a nuove avventure, roccambolesche fughe, assalti e corse sfrenate a cavallo per giungere in tempo quando questo è sempre tiranno. E' il capitolo seguente de "I tre moschettieri", racconto di avventura. I personaggi sono come sempre ben caratterizzati e delineati, il racconto piacevole e ben ambientato. Piacevole.

Il Forte San Felice e le fortificazioni della laguna meridionale di Venezia - Alessia Boscolo Nata, Elisa Antico

IL FORTE SAN FELICE E LE FORTIFICAZIONI DELLE LAGUNA MERIDIONALE DI VENEZIA
Di Alessia Boscolo "Nata" e Elisa Antico
Editore "Il leggio"

Testo derivante da una tesi di laurea frutto di un'enorme analisi e studio di carte storiche, che permette al lettore di scoprire la storia del territorio lagunare ma soprattutto di quello del comune di Chioggia.
Nella prima parte una dettagliata lista delle fortificazioni ormai invisibili o dimenticate del comune clodiense .
Il protagonista della seconda parte è il Forte San Felice con analisi sia della fonti storiche che rilevazione sul campo.
Nella parte finale del volume si ipotizza possibili usi museali del Forte per farlo uscire dallo stato di degrado che attualmente lo avvolge.
Nella lettera si sente l'amore delle scrittrici per quel che stanno esponendo.

Le nebbie di Avalon - Marion Zimmer Bradley

O lettore che per sbaglio ti imbatterai in questa recensione, ti avviso: impiega meglio il tuo tempo e non perderlo inutilmente con questo libro.
Grandissima delusione, dopo aver letto alcune recensioni entusiastiche. In realtà è solo una perdita di tempo leggerlo.
Nella mia edizione in copertina è scritto:
"L'epico mondo di Re Artù visto con gli occhi delle donne".
Non vi è nulla di epico, di valoroso, di cavalleresco, solo intrecci amorosi, relazioni e passioni, tutti tradiscono tutti; solo le note vicende viste con gli occhi delle donne di una soap opera. Perchè di questo si tratta: la versione di Beautiful ambientato a Camelot; è sufficiente sostituire ai nomi di Brooke, Erik e Ridge, i nomi di Artù, Ginevra e Lancillotto.
Inizia ovviamente con una tresca amorosa ordita da druidi e maghi; il trio lui, lei e l'altro. Un perfetto harmony se vogliamo. Nulla più.
L'ignoranza dell'autrice su molti aspetti della religione rende il libro anche difficile da leggere, perchè si sproloquia a vanvera del Cristianesimo, dei preti; un mondo immaginario dove solo i druidi sono saggi, mentre i preti sono ottusi ed ignoranti. Stucchevole quando si parla sempre in modo negativo di una religione, come fosse una religione della perdizione anzichè della speranza. "Il Dio degli schiavi e del peccato", scrive, definendo altrove il Cristianesimo una "menzogna religiosa".
Il racconto è privo della ben che minima descrizione; potrebbe essere stato ambientato ovunque. Non si descrivono mai le battaglie, in un racconto epico e di cavalieri quando mai non succede? In compenso si raccontano i pettegolezzi delle donne.
Gli uomini non fanno una bella figura, ma nemmeno le donne, se questo voleva essere un libro di donne.
Ginevra è descritta come una donna fragile e sciocca. Nelle occasioni di ritrovo le donne contano le rughe delle altre.
Perchè rovinare Camelot ed i suoi cavalieri? Compresi i personaggi femminili?
L'apice si raggiunge con l'ammucchiata tra Artù, Ginevra e Lancillotto.
Molti libri raccontano Camelot e la storia d'amore tra Ginevra e Lancillotto, ma in modo più intelligente; i personaggi sono intelligenti e non sciocchi nelle mani di un volere di una dea, nemmeno tanto ben tratteggiata. Anche il film "Il primo cavaliere" racconta la relazione tra i due, ma in modo poetico e nei limiti rispettoso, con personaggi che avevano altro oltre che gli attributi.
Il finale fa scendere nel baratro il racconto. Tentativo non riuscito di creare un finale spettacolare.
Un libro di donne dove le donne fanno davvero una figura meschina.
Non vale la carta con cui è stato stampato.

Cent'anni di solitudine - Gabriel García Márquez

Una storia circolare che narra l'inizio e la fine di una famiglia tra gioie effimere e molti dolori. Non rimarrà nulla come nulla vi era all'inizio. Il difetto del libro, seppur voluto per necessità, è costituito dai nomi tutti uguali dei personaggi: Aureliano e Arcadio, che provocano una certa difficoltà di lettura e comprensione.
Purtroppo non l'ho apprezzato come molti lo hanno decantato.
Ovviamente non è un racconto, ma personaggi, azioni vanno letti con l'occhio della metafora e del significato sottostante.

L'ultimo cavaliere - Stephen King

E' un racconto visionario. La lotta, la rincorsa tra bene e male, che in parte si miscelano nei personaggi.
Il libro non è sempre esaltante; il racconto vive di ricordi mescolati con le azioni presenti. Ricordi di un passato non chiaro.

La verità sul caso Harry Quebert - Joël Dicker

Il libro è più lungo di quello che era il necessario; riassunto sarebbe stato migliore. Troppo prolisso in alcuni passaggi; l'autore si perde nel raccontare alcuni particolari.
Alcuni personaggi sono troppo caricaturati, la storia d'amore è abbastanza ridicola per come è vissuta dai due: l'adulto demente e la ragazzina che detta le regole; anche se nel finale cerca di risistemare le cose.
Poco verosimile in certi frangenti: la storia del poliziotto che condivide le informazioni con lo scrittore e poi indagano insiame è pura fantasia.
L'autore cerca di introdurre ripetuti colpi di scena, sviando le indagini per catturare sempre l'attenzione del lettore; non sempre il risultato è ottimale ed efficace.
La storia contiene troppi equivoci per risultare verosimile; è un libro comunque piacevole da leggere, però troppo annacquato di parole ed eventi. Poco riuscito il tentativo di elencare una serie di regole del buon scrittore, che risultano ripetitive e non sempre realistiche.

Betrayed - P. C. Cast, Kristin Cast

Ho fatto un errore: continuare nella lettura del secondo volume nonostante l'esperienza del primo libro.
Pieno di stereotipi, esagerato ed esasperato nel caratterizzare i personaggi, rendendoli comunque vuoti.
Inoltre un libro sui vampiri dovrebbe avere la decenza di non dire stupidaggini sulle religioni, perchè un libro per adolescenti non deve disinformare.
Appunto: libro per adolescenti, ragazze, dato che i personaggi principali sono ragazze ed i loro dialoghi sono prettamente femminili.
Non apprezzo minimamente la sciocchezza del vampiro buono e della scuola per vampiri, fantasie usata da molte autrici e che tanto successo ha fatto anche al cinema.
Le autrici creano una figura inaccettabile per come è caratterizzata; sarebbe stato meglio creare creature di fantasia diverse, ma sarebbe stato necessario possedere appunto fantasia e creatività che le suddette autrici non dimostrano avere.
Il libro si barcamena su storie d'amore impossibili, tradimenti degni della peggior televisione, utilizzando un linguaggio che tenta di avvicinarsi a quello adolescenziale, ma che risulta povero e poco forbito. I dialoghi assomigliano a pettegolezzi, i comportamenti sono molto discutibili per un racconto dove la protagonista porta avanti tre relazioni diverse.
Del tutto inaccettabili le critiche delle autrici quando parlano di Stoker; dovrebbero "lavarsi" la bocca.
Paradossale o stupido che i vampiri si benedicano nei rituali.
Ne risulta un libro davvero mediocre se non pessimo; la letteratura per adolescenti o ragazzi non è necessariamente banale e vuota di contenuti. Non è sufficiente riempire un libro di banalità, di frasi comuni tra i ragazzi, di storie d'amore tra creature ed umani per scrivere qualcosa per loro.
Pessimo.