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Gli ultimi messaggi del Forum

1984 - George Orwell

E' un libro che affronta il tema dell'uomo e della politica, delle istituzioni e del loro scopo; ma soprattutto dell'uomo e del suo modo di relazionarsi e spendersi per il futuro dell'umanità. L'ambientazione è inventata. L'autore dipinge una forma politica di governo che si auto alimenta, il cui unico obiettivo è esistere a scapito del singolo individuo. L'unica cosa importante, essenziale è continuare ad esistere; l'individuo è funzionale a questo progetto. Per ottenere questo scopo il sistema deve annullare l'individuo, impedirgli di pensare e scegliere; il sistema deve pensare e scegliere per ciascuno essere umano. Il dittatore è paradossalmente il potere, il sistema; l'uomo solo un mero esecutore. Un libro che fa riflettere nella sua malinconia e pessimismo.

R: Non dirlo a nessuno / Harlan Coben ; traduzione di Renato Pera

Il libro cattura il lettore; qualità necessaria per un thriller. Se si concedono all'autore qualche piccolo scivolone nel poco verosimile, di cui molti libri invece abusano, si deve riconoscere che la trama è ben costruita. Qualche stereotipo di troppo, qualche concessione al "politicamente corretto", mi riferisco al padre poliziotto, alla coppia lesbica, all'orientale macchina da guerra, all'amico spacciatore di colore, ma come già detto è un racconto piacevole.

Gli scomparsi di Chiardiluna

E' un libro che piacevole, sapendo di non leggere un capolavoro assoluto del genere.
Manca un po' di spessore, di profondità dei personaggi, di saperli caratterizzare non solo superficialmente dando loro delle diverse qualità. Nelle descrizioni non ha saputo trasmettere al lettore quelle particolarità per potersi figurare il mondo che ha creato, come ha saputo fare magistralmente ad esempio Tolkien o Rowling.
La trama alle volte stenta, avendo pause di ritmo.
Alcuni aspetti dei personaggi sono troppo stereotipati, così come la storia d'amore incompresa, che è nascosta nel personaggio apparentemente burbero e scostante del cavaliere senza macchia.
E' come dicevo un libro che si legge volentieri, anche per il suo formato e "consistenza" delle pagine per chi sa apprezzare la carta e il carattere adeguato per una lettura da lettore non più "adolescente" da undici decimi.

La signora Dalloway - Virginia Woolf

Libro molto noioso. Sembra un chiacchiericcio di pettegolezzi tra signore di altra epoca; un continuo passare di palo in frasca. Un racconto di chi non riesce a seguire un filo logico e la sua mente non segue un filo, ma viene deviata di volta in volta da immagini, ricordi vaghi. Un insieme di nomi che si fa difficoltà a seguire con storie sconclusionate, perchè mai portate a termine.
Inizia come finisce: nel nulla. Molto sinceramente non saprei riassumerlo.

Fiori sopra l'inferno - romanzo di Ilaria Tuti

Il libro è piacevole e coinvolgente. L'autrice scrive in modo gradevole, creando quella giusta suspence e raccontando nelle pause del racconto episodi che descrivono i suoi personaggi, in modo tale da creare mediante le tessere di un puzzle la personalità dei suoi attori di quella che può essere una saga.
Il libro è riuscito nel portare sino all'ultima pagina il lettore, pur intravedendo la possibile conclusione il libro si legge come detto piacevolmente.
Interessante. Vedremo il seguito.

Il calamaro gigante - Fabio Genovesi

L'obiettivo dell'autore, narrando gli avvistamenti del calamaro gigante, è quello di porre l'attenzione sulla fragilità dell'ecosistema e sulla necessità di non rovinare irrimediabilmente la casa di ogni essere vivente. Purtroppo a mio avviso ha adottato quel tono ironico, che a me è risultato un po' antipatico. Lo scrittore alterna vicende della sua vita agli avvistamenti più o meno documentati di questo essere poco conosciuto che da mostro chiamato kraken può diventare semplicemente il calamaro gigante. Ironizza sulla stupidità umana e sulla sua solo presunta superiorità intellettiva sugli altri esseri viventi; posizione discutibile, dato che nel generalizzare è facile scivolare in un altro tipo di stupidità. In sintesi ho trovato il libro non del tutto gradevole e non poco attraente. Il calamaro gigante rimane un essere sconosciuto anche dopo questa lettura.

La camera azzurra - Georges Simenon

Il libro inizia con una prima immagine, che poi sarà il filo conduttore di tutto il racconto. I dialoghi che si svolgono nelle prime pagine in questa "camera azzurra" si comprenderanno man mano che la storia prosegue. E' un racconto "poliziesco", ma che parla di persone anche molto diverse tra loro. Quella che sembra una vicenda banale agli occhi del protagonista, un fatto accaduto di cui non comprende inizialmente l'importanza, nel proseguo della storia si rileva invece fondamentale; sino a trovarsi precipitato e stritolato dagli eventi. Il protagonista non capisce e lo fa troppo tardi. Si percorre lungo il racconto il suo stato d'animo, fino alla fine quando forse capisce cosa è successo realmente e come è successo e soprattutto chi lo ha condotto a quel punto di non ritorno. La semplicità e la leggerezza della sua esistenza, gli viene presentata alla fine brutalmente, quando si accorge di non aver più nulla. Tutto per non aver risposto ad una domanda, perchè il filo della sua riflessione è stato interrotto dal fischio di un treno.
Non si prova simpatia per i personaggi del libro; ciascuno risulta antipatico o colpevole a suo modo. Perchè alcuni non fanno nulla per evitare che accada qualcosa, altri invece aiutano gli eventi. Chi invece li subisce senza apparentemente lottare suscita un sentimento di simpatia mista a commiserazione per una scelta che si rivela sbagliata solo a posteriori: scegliere la persona sbagliata.
Un libro poliziesco, ma che descrive una certa umanità: chi subisce e chi egoisticamente e tenacemente punta all'obiettivo, costi quel che costi.

Enigmi e... mezze verità - Antonio Boscolo Mengolin

Pregevole. La storia tenta di essere accattivante sino alle ultime pagine, come dovrebbe essere un thriller o giallo. Qualche stereotipo di troppo, come il fatto che le protagoniste femminili debbano necessariamente essere di una bellezza travolgente. Il linguaggio dei personaggi è poco credibile, troppo letterario per una lingua parlata. In ogni caso si legge volentieri.

La luna è tramontata - John Steinbeck

Un paese non ben definito del nord viene invaso da un esercito nemico; conquistato perchè le risorse del sottosuolo siano destinate ad esigenze di altro paese.
Iniziano i difficili rapporti tra conquistati e conquistatori, dove ciascun popolo ha qualcosa da perdere in libertà, serenità, relazioni umane perdute. Ciascun uomo del paese sia esso conquistatore o vinto dovrà fare i conti con la perdita di un tipo diverso di libertà, senza la quale anche i conquistatori si sentono di aver perduto qualcosa nonostante l'apparente vittoria. Sono presenti varie tipologie di soldato: quello esperto, disilluso, che comunque esegue gli ordini; quello che perde la ragione, quando si accorge di aver perduto ogni riferimento ed equilibrio umano; quello ligio al dovere, che punta a far carriera, il quale vive delle parole incise nel manuale dell'alto comando.
Un sindaco, l'amico dottore, che sentono sfuggire tra le mani la vita e quello che essa prima rappresentava.
Un racconto che parla di uomini, della necessità di ciascuno di intessere relazioni, senza le quali la vita perde quasi si significato.

La sabbia non ricorda - Giorgio Scerbanenco

E' il tipico romanzo da poliziesco televisivo: tranquillo nel suo procedere, il delitto avviene nelle prime pagine e poi il racconto descrive le indagini del poliziotto protagonista, le sue vicende extra lavorative, la sua storia d'amore. Sino al c"colpo di scena" finale quando scopre l'assassino, grazie al suo fiuto, alle sue capacità di elaborazione e di comprensione delle persone. E' un racconto piacevole, senza grandi pretese.
La scrittura è di altri tempi; in alcuni passaggi le frasi sono un po' troppo contorte e perdono di comprensibilità immediata.

Lamento di Portnoy - Philip Roth

Il titolo chiarisce subito il tema del racconto: la narrazione come lamento del protagonista Alexander Portnoy, ebreo di famiglia ebrea.
Nonostante una posizione lavorativa importante il protagonista non è minimamente soddisfatto dei suoi rapporti personali con chiunque lo circondi. Ragazze, che difficilmente si possono chiamare fidanzate dato che il rapporto è quasi sempre prettamente sessuale, amici, genitori, di ognuno lamenta e disprezza il loro stile di vita, le loro credenze, le loro aspettative. Ebrei e non ebrei vengono disprezzati per i loro comportamenti legati ai dettami delle loro varie religioni e del loro strano modo di considerare i rapporti affettivi come tali, lui incapace di provare affetto per nessuno, tanto meno stima o rispetto. Allora il disprezzo della religione diviene solo una scusa per disprezzare gli altri; lui che sembra apprezzare solo l'atto sessuale fine a se stesso. Il racconto è esageratamente incentrato nella descrizione delle pratiche sessuali del protagonista, persona intelligente, ma incapace di creare un rapporto umano con chiunque. Nello studio di un psicoterapeuta racconta la sua vita; alcuni episodi si confondono nella nebbia dei ricordi dove il colpevole di determinati comportamenti si sfuma passando da lui al padre, reo di essere ebreo osservante e di aspettarsi dal figlio qualcosa di più del nulla morale che sembra pervaderlo.
In molti vi vedono un attacco a qualsivoglia religione, ma in alcuni passi del libro sembra invece sottolineare l'illogicità delle accuse, vista la povertà morale di chi le professa, accusato dalla sorella (disprezzata seppur l'unica meno di altri) di non capire e comprendere le situazioni.

L'uomo del labirinto - romanzo di Donato Carrisi

I libri di Carrisi sono sempre piacevoli da leggere; riesce sempre a coinvolgere il lettore ed a tenerlo avvinto alla storia.
Il finale è un po' confuso a mio avviso; un tentativo non riuscitissimo di colpo di scena, ma in ogni caso anche questo racconto lo si legge sino all'ultimo con la necessaria suspence che un libro poliziesco o thriller deve avere.

Racconti del terrore - Edgar Allan Poe

Una raccolta non può contenere tutti racconti che piacciano allo stesso modo; così ve ne sono alcuni più piacevoli di altri. La scrittura è molto elegante e "sofisticata", un modo di scrivere che non tutti gli scrittori contemporanei posseggono.
Perciò sono racconti da leggere anche solo per imparare a scrivere.

La città di vapore - Carlos Ruiz Zafón

La pubblicità anima del marketing è ingannevole: sono racconti che nulla hanno a che vedere con i libri che narrano della segreta biblioteca; solo qualche accenno. Non raggiunge le vette dei libri che hanno reso famoso l'autore, anche se immergersi per un ultima volta tra le parole e le atmosfere nebbiose di Zafon è doveroso e piacevole. Un tributo a Cervantes ed uno a Gaudì, personaggi spagnoli, che immagino lo scrittore ricordasse con piacere e rispetto. Leggendo il primo racconto si ha la sensazione di varcare una porta di un luogo che conserva sensazioni, odori, ricordi, purtroppo divenuti un lascito di uno scrittore che non scrive più. Come disse lui stesso: "Ogni libro, ogni volume possiede un'anima, l'anima di chi lo ha scritto e l'anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso".