Riccardo Guerra

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La lingua geniale - Andrea Marcolongo

Il libro nel mio caso non raggiunge l'obiettivo che l'autrice si era preposta: mostrare la bellezza di una lingua che ella stessa definisce geniale.
In alcuni passaggi l'autrice esagera e quando succede in genere si rischia di dire "sciocchezze" od essere addirittura "ridicoli". Questo quando si pensa che studiare il greco insegni e prepari a vivere.
Studiare apre la mente. E' una affermazione vera, ma non è caratteristica unica del greco è affermazione vera in generale.
Così come è solo una credenza quella che chi studia al liceo classico sappia parlare e scrivere meglio di chi ha seguito altri studi.
Scrivere e parlare correttamente o in modo forbito non è un'esclusiva di chi ha studiato greco; è il frutto di studio, leggere libri, fare attenzione a come si parla e si scrive, adoperandosi per migliorarsi.
Anche la punteggiatura non è patrimonio esclusivo di studenti del liceo classico. Io vi faccio attenzione e ho studiato al liceo scientifico.
Il libro inizia con una dissertazione su come il greco antico non badasse alla concezione del "quando", ma fosse preoccupato del "come". Perciò l'autrice definisce i greci liberi dal tempo, dedicandosi al come delle cose; mentre noi siamo prigionieri del tempo.
Il fatto che una lingua non esprima il concetto di tempo, ma si dedichi a descrivere come avvengono i fatti, io inizierei col dire che è una povertà e non una ricchezza di una lingua. Non è affatto vero che nell'epoca moderna nessuno più si preoccupi del come delle cose. E' vero che oggi si consumano le cose con una rapidità maggiore che nel passato. Però nulla si sa di come e cosa i greci pensassero; solo ciò che è giunto sino a noi e cioè una lingua "morta", che ha subito cambiamenti che nessuno è in grado di filtrare per poter vedere come questa fosse prima dei cambiamenti subiti.
Una lingua complessa, che richiede molta attenzione nell'usarla è una lingua che si usa per scrivere, non per parlare (troppo complicata). Una lingua che contiene parole dai molti significati, la cui comprensione è data dal contesto in cui si trovano, dalle preposizioni usate.
L'italiano è una lingua che può essere usata in molti modi, anche con un linguaggio forbito; è necessario riflettere prima di scegliere le parole più corrette. Lo si può fare scrivendo; parlando chiaramente deve essere tutto più rapido e semplice. Dipende anche dalla cultura personale da cui si attinge.
Una lingua necessita di una semplicità che aiuti allo scambio di informazioni, pechè la lingua è lo strumento per comunicare e non solo per essere "indorata". Questo è un tratto fondamentale.
Molto è andato perduto del greco antico. Come tutte le lingue risente del tempo anch'esso; nonostante questo si cerchi di tenerlo lontano e badare più al come, la quarta dimensione oltre alle tre dimensionali non è controllabile. Infatti il greco antico è morto; il tempo invece ha "continuato" la sua strada mutando uomini e lingue.
La lingua è uno strumento, non è un fine.
Anche a me dispiace vedere l'impoverimento progressivo dell'italiano, dove una massa di ignoranti sostituisce parole italiane con altre di uso più comune, ma straniere; perchè si crede di sembrare più colti o professionali. Anche quelle isitituzioni come la Crusca perdono col tempo il loro obiettivo e aiutano a disperdere tesori linguistici. Anche per l'italiano però vale ciò che è proprio di una lingua: strumento di comunicazione che deve adattarsi ai tempi. Spariscono oggetti di uso comune e con loro le parole che li definivano.
Il libro poi ha anche elenchi noiosi di parole.
Concludendo, non ho trovato nel libro ciò che pensavo di trovare.
Studiare è fondamentale per chiunque. Perciò è corretto che studiare il greco o il latino aiuta lo studente a crescere e formare un suo metodo di pensare logico. Non vale però solo per il greco, ma anche per quella matematica che molti usciti dal classico non comprendono e non ne comprendono nemmeno l'importanza. Anche se in tutte le loro tasche c'è uno smartphone di ultima generazione che non è stato trovato in una tomba egizia o tramandato dagli amati greci antichi.

Tempo da elfi - Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli

Il libro è scritto in modo semplice, ma piacevole; senza fronzoli, forse i luoghi montani meritavano qualche descrizione in più, dialoghi efficaci che aiutavano a caratterizzare i personaggi.
La trama è abbastanza semplice, riesce a catturare l'attenzione del lettore, che segue lo svilupparsi delle vicende e delle investigazioni del protagonista Poiana.
Il finale è semplice, non preparato come si richiederebbe ad un giallo ben organizzato.
Tutto sommato però la lettura del libro è piacevole; il numero delle pagine non eccessivo per come è stata pensata la trama, senza inutili lungaggini nelle indagini.

La ragazza del treno - Paula Hawkins

Il racconto è ben congeniato, la trama creata appassionante.
I personaggi del racconto sono ben caratterizzati, in grado di suscitare emozioni anche negative; questo è un merito dell'autrice.
Essi sono tutte persone disturbate in modo diverso o quanto meno negative; non ho ravvisato figure "normali" o positive.
Un thriller ben scritto, che costringe il letture a voltare pagina; le pause narrative nel passare il racconto da un personaggio all'altro efficaci.

Il gigante sepolto - Kazuo Ishiguro

Il racconto è una riflessione sull'importanza dei ricordi. Vale la pena ricordare quando i ricordi possono essere anche dolorosi e spiacevoli? Il fine giustifica i mezzi, anche quando il fine rappresenta la pace e la serenità dei posteri? E' giustificabile l'imporre l'oblio della mente nell'intenzione di evitare la sofferenza del ricordo?
Il libro però non mi ha soddisfatto. Il racconto seppur metaforico non mi ha coinvolto.

Le pietre della luna : romanzo / di Marco Buticchi

In sostanza è abbastanza noioso, perchè molto prevededibile. La storia si sviluppa in più piani temporali, che generalmente serve per creare attesa nel lettore, ma l'autore non vi riesce molto. Alcune vicende sembrano siano servite a R.Scott per il suo "Il gladiatore", ma quest'ultimo è stato più bravo.
Ambientare un racconto in epoche storiche richiede anche che questo sia quantomeno verosimile, mentre vi sono molte forzature.
Il finale è del tipo "imbarazzante" che può piacere sotto l'ombrellone a qualche lettore/ice di harmony.

Ventimila leghe sotto i mari - Jules Verne

Verne è scrittore d'avventura, il libro è quasi un corso di fauna marina quante sono le specie da lui raccontate e descritte. La figura misteriosa del capitano Nemo, il Nautilus, la natura; classico di avventura.

999 - Carlo A. Martigli

Alcuni scrittori pensano che un romanzo storico thriller debba avere necessariamente determinati elementi:
- una chiesa corrotta peggiore di un postribolo;
- un complotto nazista;
- qualche templare.
Se vi aggiungiamo un papa che offende tutti in genovese, la solita teoria che fa da sfondo al romanzo secondo la quale la chiesa nasconde un segreto che scoperto la farebbe crollare, il risultato non può essere che banale e noioso.
Troppe sciocchezze insieme rendono pesante la letture. Oltretutto è un romanzo inconcludente, che accelera nella parte finale per farlo terminare in qualche modo.
Teorie religiose fantasiose, personaggi storici su cui si gioca a crearne dubbie parentele (Cristoforo Colombo figlio di Innocenzo VIII: va bene Beautiful, ma ne basta uno).
Leggerlo è stato davvero tempo perso.

24 ore di terrore - Greg Iles

Il ritmo è sempre elevato e sei "costretto" a girare sempre pagina.
L'autore in modo intelligente costruisce la storia su tre racconti ovviamente connessi, spostandosi da uno all'altro e creando sapientemente la suspence necessaria per costringere il lettore a proseguire nella lettura. Il tutto sempre in modo abbastanza verosimile, concedendo qualcosa al poco logico. E' comunque un libro riuscito; un thriller un po' angosciante, ma che sa catturare il lettore.

La casa dei sette ponti - Mauro Corona

Una storia con morale. La ricchezza che non fornisce la felicità cercata, la povertà che invece conserva le buone qualità delle persone e di valori più puri. Ricorda un po' il viaggio fantastico di Mr. Scrooge ed i suoi fantasmi del tempo, che lo fanno redimere; in questo racconto i ponti sostituiscono i fantasmi, mostrando al personaggio principale la realtà del passato e del presente, fornendogli quindi la chiave di lettura del suo futuro.
Si legge velocemente, essendo di poche pagine, ma non coinvolge mai il lettore.

Amazzonia - James Rollins

Gli ingredienti del libro di azione ed avventura ci sono tutti: una misteriosa tribù, un'altrettanto misteriosa giungla, una squadra incaricata di ricercare una cura miracolosa, il cattivo, le società farmaceutiche corrotte.
La suspence è mantenuta per gran parte del racconto, seppur di questo si conosca il finale, ma fa parte della tipologia del libro d'avventura: i buoni vincono e i cattivi seppur invincibili per quasi tutto il libro, nelle ultime pagine vengono sconfitti.
Come per tutti i libri di questo genere non bisogna farsi troppe domande; alcuni situazioni sono risolte in modo poco logico e "corretto".
Immancabile anche l'inutile e noiosa storia d'amore, che ogni autore si sente in dovere di inserire.

Volevo solo pedalare - Alex Zanardi con Gianluca Gasparini

Il racconto che fa un uomo della sua vita e delle sue imprese umane e sportive. Un uomo che riesce a trasformare una tragedia in un'opportunità anche se non richiesta. Forza di volontà, caparbietà e molti amici per poter diventare un uomo con lo sguardo fisso in avanti, al domani, a ciò che potrà fare domani senza rimpiangere cosa non avrebbe potuto fare se ...
Una lezione di vita; il suo sorriso dice più di molte parole.

Copertina

I personaggi sono fumosi, i luoghi non ben descritti. La trama non è proprio avvincente. Da alcuni personaggi ci si aspetterebbe molto di più, mentre alla fine deludono. Qualche buona idea l'aveva l'autore, ma non ha saputo poi concretizzarla e svilupparla.
Il risultato è un libro che tende alla fine senza troppe idee. Purtroppo un libro che si dimenticherà dopo averlo letto.

Ilium - Dan Simmons

Brutto.
Il racconto si sviluppa su tre storie all'apparenza indipendenti:
- la battaglia tra greci e troiani davanti le porte di Troia, con dei dotati di nanotecnologie;
- un mondo post umano, dove si è rifugiato Odisseo, e dove vivono i personaggi della storia raccontata;
- creature tecnologiche in esplorazione/missione su Marte, dove vivono omini verdi e cocchi divini.
Si mescola l'Iliade a racconti fantascientifici, dove gli dei sono pieni di gelosie si combattono usando nanotecnologie, piscine rigenerative e quant'altro che stona fortemente con la letteratura classica.
Il risultato è un calderone di cose che poco si conciliano tra loro, sfruttando in alcuni casi la storia da altri creata, poco coinvolgente e spesso noiosa e illogica.

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Re: Errore caratteri

Qualcuno ha risposto alla vostra segnalazione? Risposto, non corretto dato che gli errori persistono ad essere presenti. Bruttini da vedere in un sito pubblico e a mio parere piacevole da consultare.
Ciao

Errore caratteri

Buongiorno, vi segnalo anomalie nella scrittura di caratteri "speciali" come la "è" o tutti quei caratteri accentati, presenti in tutti i sommari dei libri.
Penso comunque ve ne siate già accorti.

Cordiali saluti

Commenti

Buongiorno, non sarebbe opportuno dare la possibilità di poter modificare i propri commenti una volta scritti? Anche per poter correggere eventuali errori.
Grazie

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Re: il nuovo sito

E' sicuramente diverso; forse è necessario abituarsi un po'.
Non è così male; è più "moderno" anche nella gestione delle risorse che hai a disposizione.
Le mie recensioni ci sono tutte. Ci sono anche i tuoi voti; non so cosa dire delle tue recensioni, in quanto non ricordo di averle trovate prima. Forse ricordo male però.
ciao

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