Riccardo Guerra

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La custode di libri - Sophie Divry

Un dialogo immaginario tra una bibliotecaria ed un frequentatore più o meno assiduo di biblioteche.
Un lungo monologo più che altro, dove l'autrice si sbizzarrisce a parlare del mondo bibliotecario e un po' anche di letteratura.
Eccessivamente malinconico e pessimista. Il monologo però risulta sfiancante, logorroico.

Marked - P.C. Cast, Kristin Cast

E' un libro adolescenziale; purtroppo nell'accezione negativa del termine, perchè vi sono ovviamente libri per adolescenti di valore.
Storia d'amore tra un vampiro o novizio bellissimo e conturbante e la ragazza vampira dai poteri immensi.
Il linguaggio è volutamente da adolescenti, ma i dialoghi sembrano davvero pettegolezzi.
L'autrice ha pensato di ricreare la Hogwarts dei vampiri, riempiendola di insegnanti vampiri; purtroppo senza la fantasia e la bellezza narrativa della Rowling.
Spesso banale, mieloso, arricchito di qualche volgarità che per nulla arricchisce il libro.
Sinceramente la storia di vampiri buoni, belli, eroi è davvero un filone mediocre.
Il vero vampiro non-morto è quello di Stoker, che la Cast denigra senza quel doveroso rispetto che si dovrebbe manifestare verso un vero scrittore.

Honeymoon - Banana Yoshimoto

Forse per un mondo troppo diverso da quello occidentale, caratterizzato da modi di vita diversi e da un intendere il tempo in modo davvero diverso e quindi difficile da comprendere per un occidentale, il libro risulta faticoso da assimilare.
Forse non ho compreso sino in fondo il messaggio dell'autrice, ma il risultato a mio avviso non è stato eccellente.
Il tentativo di sondare l'animo umano attraverso le vicende di due giovanissimi che si sposano senza lavoro, senza aver nemmeno ultimato gli studi, non è perfettamente riuscito.
L'alone di tristezza che spesso caratterizza i suoi libri diventa alle volte barriera difficilmente valicabile e pesante.
Non ha una conclusione, come non ha un inizio.

The dome - Stephen King

L'autore è bravo a scrivere, a tessere trame e renderle appassionanti.
La vicenda centrale, che dà il titolo al libro, è il contenitore ad una serie di storie che hanno come protagonisti i personaggi che vivono in una cittadina. Intrighi politici, militari, indagini, ingiustizie, tengono avvinto il lettore. La fantascienza serve come sfondo, ma il racconto è fatto da vicende reali, dove i cattivi ed i buoni sono subito ben distinguibili.
Le oltre 1000 pagine corrono via, sino all'epilogo forse scontato; non per questo però il libro è noioso, anzi direi molto piacevole.

La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella Shoah

Ho letto il libro. Il linguaggio usato è quello di una persona colta ed istruita; l'uso delle parole è attento e intimorisce e fa riflettere quanto spesso usiamo quelle stesse parole in modo così scorretto e disattento, perchè "tragedia" e "tragico" non possono essere usate alla leggera. E' quasi un racconto di fatti in terza persona; il racconto di una nonna che parla della sua nipote. La tragicità degli eventi è evidente, ma mai dettagliata; le infamità vissute non sono raccontabili, ciò che deve essere trasmesso è il messaggio, il fatto storico. Sopravvissuti per raccontare, per spiegare che l'indifferenza è stata la causa prima di quell'inferno. Perciò i colpevoli sono molti di più di quanto si possa pensare. Il sopravvissuto non è un eroe, ma una persona che porta dentro la malvagità e l'indifferenza di interi popoli. Segre racconta anche le difficoltà di tornare alla vita, perchè chiunque sia uscito da un campo di concentramento non è più lo stesso, non ha più un'età definita. Sono sopravvissuti alla vita dopo la liberazione grazie all'amore del coniuge, che con costanza, rispetto, pazienza e tanto amore li hanno aiutati a trovare un equilibrio tra il bambino deportato e privato di umanità e la persona sopravvissuta alla cattiveria ed indifferenza dell'uomo.

Per questo ho vissuto. La mia vita ad Auschwitz-Birkenau e altri esili

Ho letto il libro (cartaceo si intende). La vicenda raccontata è molto simile a quella di molti sopravvissuti, ma ciascuno la racconta in modo diverso. Il libro di Liliana Segre per certi aspetti è meno emotivo, più profondo nel valutare ciò che è accaduto; mentre Modiano, Sami come la sua famiglia lo chiamava da bambino, è proprio il racconto di un bambino di tredici anni che passa da un'infanzia felice all'inferno del campo di concentramento. Non si sofferma nel raccontare i dettagli delle crudeltà, ma trasmette il dolore di chi le ha dovute vivere. E' un abisso davvero impossibile da scrutare per chi non lo ha vissuto, ma è doveroso per chiunque conoscere ciò che è successo e non dimenticarlo. Il viso dell'autore è dolce ed il sorriso commuove, nonostante quegli occhi profondi abbiano assistito all'inferno creato dall'uomo.

Hunger games - Suzanne Collins

Si conclude la trilogia. Come in tutti i racconti di azione è bene prevedere dei colpi di scena.
Parte in sordina, con poco ritmo, poi ritorna l'azione. Alcuni personaggi sono messi in secondo piano rispetto al primi due libri; altri cambiano necessariamente, per prepararsi al finale. L'autrice cerca di umanizzare i suoi protagonisti, sottolineando e caratterizzandoli. Il buono è buono, il politico/stratega ha lo sguardo rivolto all'insieme e non ai singoli elementi, il cattivo è cattivo, il potere o la sua ricerca spesso è un veleno che avvelena l'animo, l'amicizia si rivela in molti modi diversi, l'amore vince sempre.
Leggendoli con leggerezza si possono apprezzare, rendendo piacevole la loro lettura.

Treno di panna - Andrea De Carlo

Noioso. Probabilmente non il mio genere di libri.
I personaggi sono scostanti; detestano tutto ciò che li circonda e disprezzano tutti coloro con cui vengono a contatto.
La storia di uno squattrinato giovane di 25 anni, che senza lavoro e obiettivi si trasferisce a Los Angeles in casa di persone conosciute durante una delle sue vacanze. Da questo comincia la sua odissea lungo le strade e persone della città, disprezzando tutti coloro che incontra. Magicamente, senza averne i titoli per farlo, insegna italiano ad una stella del cinema e così viene catapultato nel mondo dei vip, delle persone famose. Il romanzo non si conclude divenendo così inconcludente a mio modo di vedere. Piacerà anche a Calvino, ma non al sottoscritto. Ovviamente è più affidabile Calvino, forse.

L'anima della frontiera

Letto il libro cartaceo.
E' un libro troppo commerciale e troppo improntato a voler essere una sceneggiatura.
Troppi personaggi negativi e pochi e "infantili" personaggi positivi, mal distribuiti nel racconto.
Molti temi stereotipati: la violenza, la povertà in contrapposizione alla ricchezza, la bontà e riconoscenza nei poveri. Il tema della povertà e della ricchezza di valori però è poco efficace.
Troppi luoghi comuni. Un libro meno profondo degli altri dello stesso autore. I personaggi non sono profondi, ma solo accennati e poco caratterizzati.
La "trama" è alquanto surreale e banale in alcuni punti soprattutto nella conclusione. E' un libro e non un film dove forse si potrebbe perdonare certe semplificazioni e banalità; sarebbe però un film poco riuscito in ogni caso, se "perdonato" nelle sue vicende.

Le otto montagne - Paolo Cognetti

E' un racconto che parla di rapporti umani: tra padre e figlio, tra il figlio e la vita, tra il figlio e l'amicizia.
Si può dividere in due parti: nella prima parte si racconta il rapporto tra il figlio ragazzo adolescente e suo padre, la sua famiglia viste con gli occhi del bambino, che poi divenuto adulto riconosce in quei gesti, comportamenti, azioni del padre una diversa profondità e significato, perchè nascondono sentimenti che solo l'esperienza e la maturità aiutano a capire.
Conosciamo davvero la vita dei nostri genitori? Ci chiede l'autore.
Per il figlio spesso il genitore non è mai stato bambino, ragazzo, adolescente, giovane; è sempre stato un genitore.
Poi gli stessi gesti del genitore sono compiuti dal figlio adulto.
In età adulta quel figlio scopre i suoi genitori visti con gli occhi di altre persone, che celano un'altra verità, scoprendo desideri ed ambizioni dei suoi genitori mai ben comprese.
Nella seconda parte si racconta la vicenda umana del figlio oramai grande, il suo rapporto con la propria esistenza ed il rapporto con quell'amico d'infanzia oramai adulto anch'esso.
C'è chi abita in un luogo e chi invece vive in un luogo.
Sullo fondo le montagne, silenti, maestose, ricche di saggezza, ma delle quali avere un profondo rispetto.

Estinzione - James Rollins

Nel suo genere (azione ed avventura, quindi meglio non farsi troppe domande) si legge volentieri. Si sa prima di iniziare che questi libri, che hanno come protagonisti squadre di super eroi professionisti, devono essere letti in modo "comprensivo" nei confronti della realtà e della logica; devono comunque rispettare una certa logicità nel racconto per poter risultare piacevoli.
Peccato per qualche scivolone animalista assurdo anche all'interno della storia (salvare un cane e mettere a repentaglio la salute dell'umanità mi sembra davvero troppo, anche in un libro ecologista).
Ha il pregio di coinvolgere il lettore e di fargli voltare pagine per vedere come se la cavano i protagonisti.

La coscienza di Zeno - Italo Svevo

E' un viaggio nella coscienza di uomo, che nei suoi tradimenti trova sempre il modo di giustificarsi. Il senso di colpa, che emerge dal fondo della coscienza, è sempre coperto dall'obiettivo all'orizzonte di rinnovamento, dai saldi principi intesi come fine da raggiungere, quasi che per raggiungerli si debba passare per determinate tappe che richiedono compromessi.
In alcuni passaggi è un po' noioso; il tentativo di ironizzare sulla psico analisi non sempre è riuscito.

Hunger games - Suzanne Collins

Leggendolo dà l'idea di un libro di passaggio. Solo nella parte finale oltre la metà ritorna l'azione perchè ritornano gli Hunger Games; nella prima parte c'è poco ritmo e succede sostanzialmente gran poco.
E' un libro che prepara il terzo.

Il mio nome è Nessuno - Valerio Massimo Manfredi

Non trovo straordinari i libri di Manfredi, seppur autore italiano molto noto.
Non mi colpiscono, non mi catturano.
Il libro si riprende nel finale, durante la guerra contro Troia. L'inizio è lento, un po' noioso, poco avvincente, forse dovuto al racconto di episodi di Ulisse poco noti, ma in questo caso deve essere lo scrittore a renderteli piacevoli.

Open - Andre Agassi

Agassi racconta Agassi.
E' interessante capire il punto di vista dell'uomo che sta dietro il tennista ribelle campione di tennis, del ragazzo che divenne uomo grazie alle persone che ha incontrato lungo il suo cammino verso la maturità. Non tutto diventa giustificabile, ma un po' più comprensibile.

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Ultimi post inseriti nel Forum

Re: Errore caratteri

Qualcuno ha risposto alla vostra segnalazione? Risposto, non corretto dato che gli errori persistono ad essere presenti. Bruttini da vedere in un sito pubblico e a mio parere piacevole da consultare.
Ciao

Errore caratteri

Buongiorno, vi segnalo anomalie nella scrittura di caratteri "speciali" come la "è" o tutti quei caratteri accentati, presenti in tutti i sommari dei libri.
Penso comunque ve ne siate già accorti.

Cordiali saluti

Commenti

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Grazie

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Re: il nuovo sito

E' sicuramente diverso; forse è necessario abituarsi un po'.
Non è così male; è più "moderno" anche nella gestione delle risorse che hai a disposizione.
Le mie recensioni ci sono tutte. Ci sono anche i tuoi voti; non so cosa dire delle tue recensioni, in quanto non ricordo di averle trovate prima. Forse ricordo male però.
ciao

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