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La stella di pietra
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BUTICCHI, Marco

La stella di pietra

Milano : Longanesi, 2013

Abstract: È il 1985 e l'Italia è da tempo sull'orlo della destabilizzazione. La tensione è provocata da un semplice simbolo: una stella a cinque punte. Ma, alla sua ombra, si concentrano connivenze, intrighi internazionali, alleanze inconfessabili, misteri e insabbiamenti. Sara Terracini non sa ancora quanto le oscure trame del terrorismo la toccheranno da vicino: è il giorno della sua laurea, e Sara è alle prese con una verità sconvolgente. I suoi studi sul Laocoonte, il famoso gruppo statuario attribuito alla produzione classica, indicano che la mano che l'ha scolpito potrebbe invece appartenere a uno degli artisti più famosi di ogni tempo... È il 1487 e il giovane Michelangelo Buonarroti, a bottega dal Ghirlandaio, si distingue sia per il talento incontrastato sia per il carattere impetuoso e irriverente. Un carattere che, insieme all'invidia e all'avidità che da sempre circondano gli accoliti dei potenti, negli anni lo porterà a guadagnarsi non pochi nemici. Ma è una burla senza precedenti, un falso di sua creazione, a rischiare di fargli perdere tutto. E a poco o nulla servirà nascondere i bozzetti del Laocoonte che potrebbero incriminarlo. Anzi, proprio da questo ha inizio una scia di morte che arriva fino ai giorni nostri, sino cioè agli Anni di Piombo, e sino a mettere in pericolo la vita di Sara Terracini. E se i bozzetti di Michelangelo fossero un tesoro servito a finanziare le operazioni più inconfessabili del terrorismo?

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Riccardo Guerra
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Non è il tipo di libro che apprezzo. Il creare una storia con personaggi reali, intrecciarne le vicende, inserendo ipotesi tra le più varie su eventi realmente accaduti, non è ciò che cerco in un libro di puro divertimento come lo è un racconto di spionaggio o poliziesco. Preferisco o la pura fantasia o il verosimile. Costruire invece un racconto di spie e servizi segreti occulti e non basandosi sulle più disparate ipotesi mai dimostrate, usando quindi personaggi reali, mi lascia sempre perplesso perchè il racconto perde la leggerezza degli "eventi non realmente accaduti", divenendo una spiegazione alternativa a quella cosiddetta ufficiale e storica. Michelangelo, papa Wojtyla, Moro, tutti insieme; se poi si inventano discussioni fantasiose e poco verosimili io preferisco a questo punto personaggi inventati.
Il racconto poi ha sue pecche narrative, difetto di tutti i racconti di questo tipo. I personaggi inventati "buoni" che indagano, divengono troppo super eroi e super investigatori con colpi di genio inverosimili.

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