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L' ultima fortezza
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CORNWELL, Bernard

L' ultima fortezza

Milano : Longanesi, c2011

Abstract: John Moore è poco più di un ragazzo quando, nell'estate del 1779, viene mandato a difendere, alla testa di un pugno di uomini, un avamposto britannico a est del Massachusetts, durante la guerra di indipendenza americana. Da quell'ultima fortezza, in cima a un boscoso e impervio grumo di terra che domina la baia di Penobscot, la corona inglese spera di organizzare la propria riscossa. Ma il governo del Massachusetts, deciso a "catturare, uccidere o distruggere gli invasori", mette insieme una spedizione punitiva inviando un'imponente flotta contro il nemico. La battaglia, che scriverà una delle pagine più drammatiche e significative di quella guerra fratricida, avrà però un esito sorprendente. Questa è la storia di quella battaglia ed è la storia dimenticata, o volutamente nascosta da qualcuno, di John Moore: un uomo pronto a combattere per una causa superiore, pronto a morire per l'amore di una donna e pronto a cambiare le sorti di un combattimento armato soltanto del proprio cuore. È la storia di un eroe.

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Riccardo Guerra
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Lo scrittore di romanzi storici deve approfondire l'argomento da trattare nel romanzo, studiare il periodo storico in cui si si svolge la vicenda che vuole narrare. A maggior ragione uno scrittore di romanzi di guerra.
Lo si evince dalle pagine in calce al libro dove l'autore elenca le sue fonti, il suo lavoro certosino tra i libri di storia, tra le biografie dei personaggi di cui vuol narrare le gesta. Cornwell arricchisce i suoi romanzi delle figure storiche che realmente hanno fatto parte delle vicende, cercando di immaginare in base ai documenti, lettere del tempo i dialoghi che questi possono avere avuto. Ovviamente inserendo anche personaggi di fantasia. Il risultato dei suoi lavori è sempre una descrizione accuratissima delle vicende; ciò che è invenzione è perfettamente verosimile. I dialoghi dei personaggi sono spesso inventati da lettere e documenti reali, che ne descrivono anche i tratti personali, umani. Il racconta termina in modo "brusco", non ha un finale da racconto; ha il finale che la storia ci ha tramandato.
In questi libri si apprezza la capacità dell'autore di immaginare ciò è avvenuto, ciò che forse si sono detti gli attori principali della vicenda, tratteggiandone il carattere e descrivendone le gesta.

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