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Gli ultimi messaggi del Forum

La stella di pietra - romanzo di Marco Buticchi

Non è il tipo di libro che apprezzo. Il creare una storia con personaggi reali, intrecciarne le vicende, inserendo ipotesi tra le più varie su eventi realmente accaduti, non è ciò che cerco in un libro di puro divertimento come lo è un racconto di spionaggio o poliziesco. Preferisco o la pura fantasia o il verosimile. Costruire invece un racconto di spie e servizi segreti occulti e non basandosi sulle più disparate ipotesi mai dimostrate, usando quindi personaggi reali, mi lascia sempre perplesso perchè il racconto perde la leggerezza degli "eventi non realmente accaduti", divenendo una spiegazione alternativa a quella cosiddetta ufficiale e storica. Michelangelo, papa Wojtyla, Moro, tutti insieme; se poi si inventano discussioni fantasiose e poco verosimili io preferisco a questo punto personaggi inventati.
Il racconto poi ha sue pecche narrative, difetto di tutti i racconti di questo tipo. I personaggi inventati "buoni" che indagano, divengono troppo super eroi e super investigatori con colpi di genio inverosimili.

L'uomo che credeva di non avere più tempo - Guillaume Musso

E' un racconto con la morale sul tempo; quella differenza insita nel vocabolo che i greci per spiegarla utilizzavano due parole: chronos e kairos. Il racconto usa la fantasia, figure che acquisiscono poteri non voluti. Qualche esagerazione negli episodi ed eventi che accadono ai personaggi, ma funzionali alla morale.
Ovviamente un racconto malinconico, che stimola a vivere intensamente la propria vita; non c'è tempo per serbare rancore.
Si legge volentieri.

Il nido del falco - Jack Higgins

E' un libro da ombrellone, da leggersi senza farsi troppe domande. Un racconto d'azione che cerca di mescolare i cosiddetti cattivi, mentre i buoni sono ben chiari sin dall'inizio. Debbo dire che è "faticoso" leggere un libro di fantasia ambientato nel periodo nazista, dopo aver letto "I sommersi e i salvati" di Levi; sembra quasi di "offendere" chi di quel periodo non può fantasticare.
E' pur vero che i libri di guerra e d'azione di pura fantasia, seppur per renderli verosimili utilizzino personaggi importanti realmente esistiti, sono un ramo florido della letteratura. Il nazista nel libro di fantasia è il cattivo da combattere per eccellenza; l'eroe alleato che si infiltra tra le linee nemiche è un altro ingrediente fondamentale.
Il risultato è un libro poco verosimile, che abbonda di stereotipi di fantasia. Lo si legge volentieri in ogni caso.

I sommersi e i salvati - Primo Levi

Si perde molto tempo a scuola a studiare Leopardi, quando sarebbe molto più utile riservare un po' di tempo ad autori più vicini a noi; autori che hanno tra l'altro qualcosa da dirci.
Libri come questo andrebbero letti a scuola; Levi andrebbe fatto conoscere agli studenti.
E' un libro di riflessioni sul nazismo, sui lager, sui salvati e sui "sommersi". Una analisi lucida di un intellettuale che ha vissuto quegli orrori e da quelli cerca delle risposte, delle spiegazioni. Un libro che non lascia tranquilli, un libro che turba le coscienza nonostante siano passati 70 anni da quegli eventi. Per fare memoria più che per ricordare.

R: Lo smemorato di Tapiola - Arto Paasilinna

I suoi libri pregni di ironia sono sempre piacevoli da leggere. Seppur ironici però sono velati di malinconia; gli episodi vissuti dai protagonisti fanno riflettere il lettore, lasciandogli sempre un messaggio.
In questo libro lo smemorato personaggio vive intensamente le sue avventure, purtroppo dimenticandole. Il tassista nominato "dottore" sul campo, segue lo smemorato nelle sue avventure per quel senso di amicizia, che gli impedisce di abbandonarlo al suo destino. Non ci sono personaggi giudicabili sommariamente; sono tutti personaggi più complessi di quanto possa sembrare ad una lettura troppo veloce e poco attenta. Perchè lassù, tra le nevi della Finlandia le regole sono diverse e si può cambiare idea, anche quella incredibilmente più radicata e radicale.

L' ultima fortezza - Bernard Cornwell

Lo scrittore di romanzi storici deve approfondire l'argomento da trattare nel romanzo, studiare il periodo storico in cui si si svolge la vicenda che vuole narrare. A maggior ragione uno scrittore di romanzi di guerra.
Lo si evince dalle pagine in calce al libro dove l'autore elenca le sue fonti, il suo lavoro certosino tra i libri di storia, tra le biografie dei personaggi di cui vuol narrare le gesta. Cornwell arricchisce i suoi romanzi delle figure storiche che realmente hanno fatto parte delle vicende, cercando di immaginare in base ai documenti, lettere del tempo i dialoghi che questi possono avere avuto. Ovviamente inserendo anche personaggi di fantasia. Il risultato dei suoi lavori è sempre una descrizione accuratissima delle vicende; ciò che è invenzione è perfettamente verosimile. I dialoghi dei personaggi sono spesso inventati da lettere e documenti reali, che ne descrivono anche i tratti personali, umani. Il racconta termina in modo "brusco", non ha un finale da racconto; ha il finale che la storia ci ha tramandato.
In questi libri si apprezza la capacità dell'autore di immaginare ciò è avvenuto, ciò che forse si sono detti gli attori principali della vicenda, tratteggiandone il carattere e descrivendone le gesta.

L' addio - Antonio Moresco

Confuso. Episodico. Tetro. Fastidioso.
"La vita prima della morte o la morte prima della vita": quesiti noiosi mescolando le parole senza senso per creare una filosofia noiosa di domande senza senso e quindi senza risposta.

Copertina

La trama del libro è ben costruita, il tentativo dell'autore di creare una storia che si snoda in modo realistico è ben riuscito. IL lettore segue in modo appassionato gli eventi, che catturano la sua attenzione e la sua voglia di conoscere l'evento successivo.
I colpi di scena si succedono sino alla fine. La capacità di un autore di polizieschi o thriller è quella di indurre in errore il lettore, seguendo una logica che lo porta a credere di riconoscere il colpevole in alcuni personaggi, per poi venir di volta in volta smentito.
Il libro non è banale, la squadra di specialisti creata per combattere i serial killer non è infallibile e questo aumenta il valore del libro.
Avrei tralasciato la suora medium, tipo di personaggio che amo poco il medium, ancor meno se di "professione" religioso; l'accostamento è poco credibile.
La storia d'amore mi aveva infastidito; invece anch'essa ha il suo ruolo nella storia.
Un bel libro, piacevole.

Balle mortali - Roberto Burioni

Scritto in modo semplice, lineare, in libro divulgativo che ha l'obiettivo di far riflettere il lettore su temi legati all'importanza della scienza e delle scoperte in campo farmacologico, terapeutico e diagnostico. E' importante e fondamentale credere nelle competenze in ogni campo a maggior ragione in quello medico. Eppure a volte l'essere più razionale si dimostra essere il più irrazionale nelle sue scelte.

Il templare nero - Roberto Genovesi

Un libro confuso dalla trama molto spezzettata. Un eroe che fa le veci dell'anti eroe, tutte le religioni si uniscono contro il nemico comune: il male che usa la fede delle religioni per propri fini. L'avventura che ha il suo nucleo in una fantastica isola difesa da qualche trabocchetto, vede un gruppo di valorosi dalle svariate qualità e compiti combattere insieme.
Si è rivelato abbastanza noioso ed inverosimile. Nemmeno il messaggio che l'unione fa la forza è reso efficacemente.
La trama come detto non è armoniosa, molto spezzettata, quasi episodica. Un puzzle mal riuscito.

Il leopardo - Jo Nesbo

La trama è costruita bene; il lettore è tenuto avvinto al racconto, cercando risposte nella pagina successiva e seguendo il filo della storia dipanato con sapienza e scaltrezza. Peccato per la solita ed inutile storia d'amore che coinvolge i protagonisti, d'obbligo in questi romanzi, ma alla quale sono profondamente allergico. Il libro un po' si perde nel finale, quando la storia diviene meno realistica. Un buon thriller però.

L'uomo che rubava la morte / Greg Iles ; traduzione di Paola Pellissero

L'autore ha uno stile di scrittura piacevole; i suoi libri sin qui li ho letti sempre con piacere.
Purtroppo però questo non è tra i suoi libri migliori. La trama è abbastanza "tirata", poco verosimile. La storia gira attorno a dei quadri famosi ed una coppia di gemelle, una delle quali è ritratta in uno di questi quadri. Una gemella è una famosa fotografa e nessuno la riconosce; nemmeno il venditore perchè ha (solo) gli occhiali da sole.
Vi è una difficoltà, che spesso ho nei libri con parecchi dialoghi, nel seguirli quando l'autore non indica di chi sono le parole dette. Sarà anche ripetitivo scrivere il nome prima delle parole, ma per me molto utile.
Poi quando si parla di telepatia tra gemelli nei romanzi storco sempre il naso: il sentire che l'altra è nei guai o soffre mi fa sbuffare. Ma la parte che sempre detesto e che è presente in tutti i romanzi di questo tipo è l'inutile storia d'amore tra i protagonisti. Insulsa, melensa, del tutto inutile ai fini del romanzo se non per scrivere qualche capitolo in più. Ingrediente da abolire.
L'autore cade anche in un altra "buca": chi dipana la matassa scoprendo il colpevole e le tracce che a lui portano? La migliore squadra del FBI messa in campo o la fotografa protagonista? Ovviamente la seconda.
Una trama poco realistica e disorganizzata ed un finale poco credibile fanno scadere il romanzo.

La lingua geniale - Andrea Marcolongo

Il libro nel mio caso non raggiunge l'obiettivo che l'autrice si era preposta: mostrare la bellezza di una lingua che ella stessa definisce geniale.
In alcuni passaggi l'autrice esagera e quando succede in genere si rischia di dire "sciocchezze" od essere addirittura "ridicoli". Questo quando si pensa che studiare il greco insegni e prepari a vivere.
Studiare apre la mente. E' una affermazione vera, ma non è caratteristica unica del greco è affermazione vera in generale.
Così come è solo una credenza quella che chi studia al liceo classico sappia parlare e scrivere meglio di chi ha seguito altri studi.
Scrivere e parlare correttamente o in modo forbito non è un'esclusiva di chi ha studiato greco; è il frutto di studio, leggere libri, fare attenzione a come si parla e si scrive, adoperandosi per migliorarsi.
Anche la punteggiatura non è patrimonio esclusivo di studenti del liceo classico. Io vi faccio attenzione e ho studiato al liceo scientifico.
Il libro inizia con una dissertazione su come il greco antico non badasse alla concezione del "quando", ma fosse preoccupato del "come". Perciò l'autrice definisce i greci liberi dal tempo, dedicandosi al come delle cose; mentre noi siamo prigionieri del tempo.
Il fatto che una lingua non esprima il concetto di tempo, ma si dedichi a descrivere come avvengono i fatti, io inizierei col dire che è una povertà e non una ricchezza di una lingua. Non è affatto vero che nell'epoca moderna nessuno più si preoccupi del come delle cose. E' vero che oggi si consumano le cose con una rapidità maggiore che nel passato. Però nulla si sa di come e cosa i greci pensassero; solo ciò che è giunto sino a noi e cioè una lingua "morta", che ha subito cambiamenti che nessuno è in grado di filtrare per poter vedere come questa fosse prima dei cambiamenti subiti.
Una lingua complessa, che richiede molta attenzione nell'usarla è una lingua che si usa per scrivere, non per parlare (troppo complicata). Una lingua che contiene parole dai molti significati, la cui comprensione è data dal contesto in cui si trovano, dalle preposizioni usate.
L'italiano è una lingua che può essere usata in molti modi, anche con un linguaggio forbito; è necessario riflettere prima di scegliere le parole più corrette. Lo si può fare scrivendo; parlando chiaramente deve essere tutto più rapido e semplice. Dipende anche dalla cultura personale da cui si attinge.
Una lingua necessita di una semplicità che aiuti allo scambio di informazioni, pechè la lingua è lo strumento per comunicare e non solo per essere "indorata". Questo è un tratto fondamentale.
Molto è andato perduto del greco antico. Come tutte le lingue risente del tempo anch'esso; nonostante questo si cerchi di tenerlo lontano e badare più al come, la quarta dimensione oltre alle tre dimensionali non è controllabile. Infatti il greco antico è morto; il tempo invece ha "continuato" la sua strada mutando uomini e lingue.
La lingua è uno strumento, non è un fine.
Anche a me dispiace vedere l'impoverimento progressivo dell'italiano, dove una massa di ignoranti sostituisce parole italiane con altre di uso più comune, ma straniere; perchè si crede di sembrare più colti o professionali. Anche quelle isitituzioni come la Crusca perdono col tempo il loro obiettivo e aiutano a disperdere tesori linguistici. Anche per l'italiano però vale ciò che è proprio di una lingua: strumento di comunicazione che deve adattarsi ai tempi. Spariscono oggetti di uso comune e con loro le parole che li definivano.
Il libro poi ha anche elenchi noiosi di parole.
Concludendo, non ho trovato nel libro ciò che pensavo di trovare.
Studiare è fondamentale per chiunque. Perciò è corretto che studiare il greco o il latino aiuta lo studente a crescere e formare un suo metodo di pensare logico. Non vale però solo per il greco, ma anche per quella matematica che molti usciti dal classico non comprendono e non ne comprendono nemmeno l'importanza. Anche se in tutte le loro tasche c'è uno smartphone di ultima generazione che non è stato trovato in una tomba egizia o tramandato dagli amati greci antichi.

Tempo da elfi - Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli

Il libro è scritto in modo semplice, ma piacevole; senza fronzoli, forse i luoghi montani meritavano qualche descrizione in più, dialoghi efficaci che aiutavano a caratterizzare i personaggi.
La trama è abbastanza semplice, riesce a catturare l'attenzione del lettore, che segue lo svilupparsi delle vicende e delle investigazioni del protagonista Poiana.
Il finale è semplice, non preparato come si richiederebbe ad un giallo ben organizzato.
Tutto sommato però la lettura del libro è piacevole; il numero delle pagine non eccessivo per come è stata pensata la trama, senza inutili lungaggini nelle indagini.

La ragazza del treno - Paula Hawkins

Il racconto è ben congeniato, la trama creata appassionante.
I personaggi del racconto sono ben caratterizzati, in grado di suscitare emozioni anche negative; questo è un merito dell'autrice.
Essi sono tutte persone disturbate in modo diverso o quanto meno negative; non ho ravvisato figure "normali" o positive.
Un thriller ben scritto, che costringe il letture a voltare pagina; le pause narrative nel passare il racconto da un personaggio all'altro efficaci.