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Gli ultimi messaggi del Forum

Ilium - Dan Simmons

Brutto.
Il racconto si sviluppa su tre storie all'apparenza indipendenti:
- la battaglia tra greci e troiani davanti le porte di Troia, con dei dotati di nanotecnologie;
- un mondo post umano, dove si è rifugiato Odisseo, e dove vivono i personaggi della storia raccontata;
- creature tecnologiche in esplorazione/missione su Marte, dove vivono omini verdi e cocchi divini.
Si mescola l'Iliade a racconti fantascientifici, dove gli dei sono pieni di gelosie si combattono usando nanotecnologie, piscine rigenerative e quant'altro che stona fortemente con la letteratura classica.
Il risultato è un calderone di cose che poco si conciliano tra loro, sfruttando in alcuni casi la storia da altri creata, poco coinvolgente e spesso noiosa e illogica.

Il signore delle mosche - William Golding

Una comunità di ragazzi come metafora per un tipo di società. Il racconto non sempre "scivola", risultando a volte poco stimolante. In molti lo definiscono "indispensabile" tra i libri letti; io l'ho trovato a tratti un po' noioso, seppure l'idea di fondo ed il messaggio possano far riflettere.

Fatherland - Robert Harris

Ambientazione: l'Europa nazista; la Germania vinse la seconda guerra mondiale e conquistò gran parte dell'Europa.
Il romanzo di fantasia usa personaggi realmente esistiti. Il racconto è avvincente, le indagini per risalire alla verità seguono un piano logico abbastanza realistico. I personaggi sono concreti, umani; l'autore ne sottolinea anche l'aspetto interiore, psicologico.
La verità nascosta dal regime nazista riguardo alla fine degli ebrei diviene il messaggio del racconto.
Emerge l'indifferenza del popolo come strumento per sopravvivere e non perdere la ragione; non però come giustificazione. L'ottusità è marcata e resa irritante. I pochi che scoprono quel vaso interiore che teneva celata la verità, che tutti conoscevano, ne rimangono sconvolti.
Un libro di fantasia, che fa riflettere.

Copertina

L'ho trovato noioso. I personaggi sono malinconici, come spesso lo sono quelli scelti dall'autrice; il contesto è un lento degrado della società e della cittadini dove è ambientato il racconto. Due ragazze sono costrette dagli eventi a passare l'estate insieme; una delle due è fisicamente deturpata oltre che segnata da eventi dolorosi. Discutono della vita e dell'universo.
Poco coinvolgente, soprattutto nei dialoghi.

Tre volte all'alba - Alessandro Baricco

Tre storie. Tre fatti. Due persone. Il tempo.
Il racconto o meglio i racconti sono costruiti con intelligenza e maestria; belli i dialoghi ed interessante l'idea dell'età sempre diversa dei protagonisti che vivono l'unica storia irreale da prospettive temporali diverse.

Auschwitz ero il numero 220543 - Denis Avey con Rob Broomby

Mi incuriosiva il punto di vista di un soldato. Mi incuriosiva l'opinione di un uomo che la guerra l'ha vissuta con lo sguardo ed il fucile puntato su un altro uomo. Cosa ne poteva pensare un soldato dei campi di sterminio? Avey racconta la sua guerra d'Africa, la sua detenzione nei campi di prigionia come prigioniero di guerra e le sue due incursioni "dall'altra parte"; potremmo dire all'inferno, nell'abisso creato dall'uomo. Non c'è umanità in una guerra, dove uomini uccido altri uomini. Avey però parla di una forma di rispetto del nemico del tutto assente in un campo di sterminio, dove le persone ebree non erano ritenuti tali (persone). Sottolineava la differenza tra i tedeschi soldati in Africa ed i tedeschi SS, questi ultimi privi di ogni umanità. L'incontro con un ebreo del campo, la vicenda raccontata dentro e fuori del campo fa riflettere su quella linea sottile che ha diviso il sopravvissuto e chi non lo è stato; alle volte una semplice e banale parola tra fabbro ed elettricista.

L' affare Cage - Greg Iles

Il libro è avvincente, ambientato in un contesto storico americano difficile ; sullo sfondo personaggi famosi assassinati. La scrittura è piacevole, i personaggi ben caratterizzati; il libro si legge pagina dopo pagina, cercando la soluzione, il colpo di scena, sperando che il buono vinca ed il cattivo finalmente paghi.
La storia però è divisa in tre libri, perciò il difetto di questo primo libro della trilogia è la non conclusione definitiva; molti misteri al lettore rimangono tali, alcune storie non concluse.
Il finale mi ha lasciato un po' perplesso.

La custode di libri - Sophie Divry

Un dialogo immaginario tra una bibliotecaria ed un frequentatore più o meno assiduo di biblioteche.
Un lungo monologo più che altro, dove l'autrice si sbizzarrisce a parlare del mondo bibliotecario e un po' anche di letteratura.
Eccessivamente malinconico e pessimista. Il monologo però risulta sfiancante, logorroico.

Marked - P.C. Cast, Kristin Cast

E' un libro adolescenziale; purtroppo nell'accezione negativa del termine, perchè vi sono ovviamente libri per adolescenti di valore.
Storia d'amore tra un vampiro o novizio bellissimo e conturbante e la ragazza vampira dai poteri immensi.
Il linguaggio è volutamente da adolescenti, ma i dialoghi sembrano davvero pettegolezzi.
L'autrice ha pensato di ricreare la Hogwarts dei vampiri, riempiendola di insegnanti vampiri; purtroppo senza la fantasia e la bellezza narrativa della Rowling.
Spesso banale, mieloso, arricchito di qualche volgarità che per nulla arricchisce il libro.
Sinceramente la storia di vampiri buoni, belli, eroi è davvero un filone mediocre.
Il vero vampiro non-morto è quello di Stoker, che la Cast denigra senza quel doveroso rispetto che si dovrebbe manifestare verso un vero scrittore.

Honeymoon - Banana Yoshimoto

Forse per un mondo troppo diverso da quello occidentale, caratterizzato da modi di vita diversi e da un intendere il tempo in modo davvero diverso e quindi difficile da comprendere per un occidentale, il libro risulta faticoso da assimilare.
Forse non ho compreso sino in fondo il messaggio dell'autrice, ma il risultato a mio avviso non è stato eccellente.
Il tentativo di sondare l'animo umano attraverso le vicende di due giovanissimi che si sposano senza lavoro, senza aver nemmeno ultimato gli studi, non è perfettamente riuscito.
L'alone di tristezza che spesso caratterizza i suoi libri diventa alle volte barriera difficilmente valicabile e pesante.
Non ha una conclusione, come non ha un inizio.

The dome - Stephen King

L'autore è bravo a scrivere, a tessere trame e renderle appassionanti.
La vicenda centrale, che dà il titolo al libro, è il contenitore ad una serie di storie che hanno come protagonisti i personaggi che vivono in una cittadina. Intrighi politici, militari, indagini, ingiustizie, tengono avvinto il lettore. La fantascienza serve come sfondo, ma il racconto è fatto da vicende reali, dove i cattivi ed i buoni sono subito ben distinguibili.
Le oltre 1000 pagine corrono via, sino all'epilogo forse scontato; non per questo però il libro è noioso, anzi direi molto piacevole.

La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella Shoah

Ho letto il libro. Il linguaggio usato è quello di una persona colta ed istruita; l'uso delle parole è attento e intimorisce e fa riflettere quanto spesso usiamo quelle stesse parole in modo così scorretto e disattento, perchè "tragedia" e "tragico" non possono essere usate alla leggera. E' quasi un racconto di fatti in terza persona; il racconto di una nonna che parla della sua nipote. La tragicità degli eventi è evidente, ma mai dettagliata; le infamità vissute non sono raccontabili, ciò che deve essere trasmesso è il messaggio, il fatto storico. Sopravvissuti per raccontare, per spiegare che l'indifferenza è stata la causa prima di quell'inferno. Perciò i colpevoli sono molti di più di quanto si possa pensare. Il sopravvissuto non è un eroe, ma una persona che porta dentro la malvagità e l'indifferenza di interi popoli. Segre racconta anche le difficoltà di tornare alla vita, perchè chiunque sia uscito da un campo di concentramento non è più lo stesso, non ha più un'età definita. Sono sopravvissuti alla vita dopo la liberazione grazie all'amore del coniuge, che con costanza, rispetto, pazienza e tanto amore li hanno aiutati a trovare un equilibrio tra il bambino deportato e privato di umanità e la persona sopravvissuta alla cattiveria ed indifferenza dell'uomo.

Per questo ho vissuto. La mia vita ad Auschwitz-Birkenau e altri esili

Ho letto il libro (cartaceo si intende). La vicenda raccontata è molto simile a quella di molti sopravvissuti, ma ciascuno la racconta in modo diverso. Il libro di Liliana Segre per certi aspetti è meno emotivo, più profondo nel valutare ciò che è accaduto; mentre Modiano, Sami come la sua famiglia lo chiamava da bambino, è proprio il racconto di un bambino di tredici anni che passa da un'infanzia felice all'inferno del campo di concentramento. Non si sofferma nel raccontare i dettagli delle crudeltà, ma trasmette il dolore di chi le ha dovute vivere. E' un abisso davvero impossibile da scrutare per chi non lo ha vissuto, ma è doveroso per chiunque conoscere ciò che è successo e non dimenticarlo. Il viso dell'autore è dolce ed il sorriso commuove, nonostante quegli occhi profondi abbiano assistito all'inferno creato dall'uomo.

Hunger games - Suzanne Collins

Si conclude la trilogia. Come in tutti i racconti di azione è bene prevedere dei colpi di scena.
Parte in sordina, con poco ritmo, poi ritorna l'azione. Alcuni personaggi sono messi in secondo piano rispetto al primi due libri; altri cambiano necessariamente, per prepararsi al finale. L'autrice cerca di umanizzare i suoi protagonisti, sottolineando e caratterizzandoli. Il buono è buono, il politico/stratega ha lo sguardo rivolto all'insieme e non ai singoli elementi, il cattivo è cattivo, il potere o la sua ricerca spesso è un veleno che avvelena l'animo, l'amicizia si rivela in molti modi diversi, l'amore vince sempre.
Leggendoli con leggerezza si possono apprezzare, rendendo piacevole la loro lettura.

Treno di panna - Andrea De Carlo

Noioso. Probabilmente non il mio genere di libri.
I personaggi sono scostanti; detestano tutto ciò che li circonda e disprezzano tutti coloro con cui vengono a contatto.
La storia di uno squattrinato giovane di 25 anni, che senza lavoro e obiettivi si trasferisce a Los Angeles in casa di persone conosciute durante una delle sue vacanze. Da questo comincia la sua odissea lungo le strade e persone della città, disprezzando tutti coloro che incontra. Magicamente, senza averne i titoli per farlo, insegna italiano ad una stella del cinema e così viene catapultato nel mondo dei vip, delle persone famose. Il romanzo non si conclude divenendo così inconcludente a mio modo di vedere. Piacerà anche a Calvino, ma non al sottoscritto. Ovviamente è più affidabile Calvino, forse.