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Gli ultimi messaggi del Forum

L'anima della frontiera

Letto il libro cartaceo.
E' un libro troppo commerciale e troppo improntato a voler essere una sceneggiatura.
Troppi personaggi negativi e pochi e "infantili" personaggi positivi, mal distribuiti nel racconto.
Molti temi stereotipati: la violenza, la povertà in contrapposizione alla ricchezza, la bontà e riconoscenza nei poveri. Il tema della povertà e della ricchezza di valori però è poco efficace.
Troppi luoghi comuni. Un libro meno profondo degli altri dello stesso autore. I personaggi non sono profondi, ma solo accennati e poco caratterizzati.
La "trama" è alquanto surreale e banale in alcuni punti soprattutto nella conclusione. E' un libro e non un film dove forse si potrebbe perdonare certe semplificazioni e banalità; sarebbe però un film poco riuscito in ogni caso, se "perdonato" nelle sue vicende.

Le otto montagne - Paolo Cognetti

E' un racconto che parla di rapporti umani: tra padre e figlio, tra il figlio e la vita, tra il figlio e l'amicizia.
Si può dividere in due parti: nella prima parte si racconta il rapporto tra il figlio ragazzo adolescente e suo padre, la sua famiglia viste con gli occhi del bambino, che poi divenuto adulto riconosce in quei gesti, comportamenti, azioni del padre una diversa profondità e significato, perchè nascondono sentimenti che solo l'esperienza e la maturità aiutano a capire.
Conosciamo davvero la vita dei nostri genitori? Ci chiede l'autore.
Per il figlio spesso il genitore non è mai stato bambino, ragazzo, adolescente, giovane; è sempre stato un genitore.
Poi gli stessi gesti del genitore sono compiuti dal figlio adulto.
In età adulta quel figlio scopre i suoi genitori visti con gli occhi di altre persone, che celano un'altra verità, scoprendo desideri ed ambizioni dei suoi genitori mai ben comprese.
Nella seconda parte si racconta la vicenda umana del figlio oramai grande, il suo rapporto con la propria esistenza ed il rapporto con quell'amico d'infanzia oramai adulto anch'esso.
C'è chi abita in un luogo e chi invece vive in un luogo.
Sullo fondo le montagne, silenti, maestose, ricche di saggezza, ma delle quali avere un profondo rispetto.

Estinzione - James Rollins

Nel suo genere (azione ed avventura, quindi meglio non farsi troppe domande) si legge volentieri. Si sa prima di iniziare che questi libri, che hanno come protagonisti squadre di super eroi professionisti, devono essere letti in modo "comprensivo" nei confronti della realtà e della logica; devono comunque rispettare una certa logicità nel racconto per poter risultare piacevoli.
Peccato per qualche scivolone animalista assurdo anche all'interno della storia (salvare un cane e mettere a repentaglio la salute dell'umanità mi sembra davvero troppo, anche in un libro ecologista).
Ha il pregio di coinvolgere il lettore e di fargli voltare pagine per vedere come se la cavano i protagonisti.

La coscienza di Zeno - Italo Svevo

E' un viaggio nella coscienza di uomo, che nei suoi tradimenti trova sempre il modo di giustificarsi. Il senso di colpa, che emerge dal fondo della coscienza, è sempre coperto dall'obiettivo all'orizzonte di rinnovamento, dai saldi principi intesi come fine da raggiungere, quasi che per raggiungerli si debba passare per determinate tappe che richiedono compromessi.
In alcuni passaggi è un po' noioso; il tentativo di ironizzare sulla psico analisi non sempre è riuscito.

Hunger games - Suzanne Collins

Leggendolo dà l'idea di un libro di passaggio. Solo nella parte finale oltre la metà ritorna l'azione perchè ritornano gli Hunger Games; nella prima parte c'è poco ritmo e succede sostanzialmente gran poco.
E' un libro che prepara il terzo.

Il mio nome è Nessuno - Valerio Massimo Manfredi

Non trovo straordinari i libri di Manfredi, seppur autore italiano molto noto.
Non mi colpiscono, non mi catturano.
Il libro si riprende nel finale, durante la guerra contro Troia. L'inizio è lento, un po' noioso, poco avvincente, forse dovuto al racconto di episodi di Ulisse poco noti, ma in questo caso deve essere lo scrittore a renderteli piacevoli.

Open - Andre Agassi

Agassi racconta Agassi.
E' interessante capire il punto di vista dell'uomo che sta dietro il tennista ribelle campione di tennis, del ragazzo che divenne uomo grazie alle persone che ha incontrato lungo il suo cammino verso la maturità. Non tutto diventa giustificabile, ma un po' più comprensibile.

La parte migliore del giorno - Philippe Delerm

Il racconto narra di un uomo celato agli sguardi dell'umanità, nascosto nella sua Parigi giuntovi per dimenticare il passato. Pur potendo scegliere la fama, sceglierà di rimanere anonimo, uguale a se stesso, di vivere solo per se stesso, seppur avendo avuto la sua rivincita su quel passato mai dimenticato.
Lascia un retrogusto di malinconia e di incompiutezza che non non mi ha soddisfatto. Nessuno comprende il personaggio principale del libro, figura "banale" dell'umanità che emerge per il suo modo semplice di vivere e di raccontare quello che vive.

R: Il bosco delle volpi - Arto Paasilinna

Personaggi reali caricaturati, alla ricerca della felicità e della serenità, ed in fuga ognuno dalle sue paure e dalla vita fino a quel momento vissuta. Scoprono un altro modo di vivere, altri sentimenti grazie ad incontri con persone che per caso incrociano la loro strada.
L'autore, usando l'ironia, narra una possibile realtà, descrivendo comportamenti e sentimenti. Il centro narrativo anche di questo libro è l'uomo e la sua umanità.

Seta - Alessandro Baricco

E' un racconto delicato, che parla di modi diversi di amare, di vivere. Baricco gioca con le parole, cercando di rendere il libro liscio e delicato come la seta. Un libro malinconico, ma che si legge volentieri.

Hunger games - Suzanne Collins

Ho visto i film, poi ho letto il libro. Mi sono piaciuti i film, mi è piaciuto il libro.
Il racconto è scarno, l'autrice non si dilunga in descrizioni; racconta la storia, facendo succedere un fatto al successivo. Ne risulta un libro ricco di azione, senza cali, fornendo parziali informazioni perchè la storia deve rimanere sospesa priva di troppe certezze. O quanto meno questo è il tentativo della scrittrice.
E' un racconto che appassiona, piacevole, ma non certo un capolavoro della letteratura; una storia d'amore ricca di azione.
Uno di quei libri da leggere senza porsi troppe domande; uno stile di scrittura semplice, dove la cosa importante è la trama. Allora si potrà leggere un libro che risulta efficace ed appunto come detto piacevole.

Cryptonomicon - Neal Stephenson

1200 pagine di cui 600 inutili; questo appesantisce non poco il romanzo, che sfrondato di centinaia di pagine inutili (e noiose) ne il libro ne avrebbe sicuramente giovato.
La storia è piacevole, in alcune parti l'azione è apprezzabile, ma il ritmo spesso cade (si annulla) con inserimenti di vicende/racconti che nulla portano all'economia del romanzo.
Anche il libro successivo dell'autore (che sarebbe però un prequel) consta di 1000 pagine, ma non lo leggerò.
Andrebbe riassunto.

Il labirinto degli spiriti - Carlos Ruiz Zafón

L'ultimo libro di una serie è il libro delle risposte. La capacità di uno scrittore si misura anche nel saper far combaciare le tessere del puzzle nei particolari. Con questo libro avvincente si chiude la saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, si chiude il cerchio iniziato con "L'ombra del vento" a mio parere il migliore dei quattro libri.
Si rimane catturati dalla storia, che in questo libro assume più i caratteri di un poliziesco d'investigazione, ma ci sono sempre i Sempere e il buon Fermin, il personaggio migliore creato da Zafon. L'ambientazione è in una Barcellona meno nebbiosa, si intravedono i raggi di sole. La storia è meno fosca e nebbiosa.
Come quando tutti i viaggi finiscono, anche in questo caso dispiace, ma è giusto così.

I confini del nulla - di Carsten Stroud

Confuso. Troppi personaggi dai nomi non proprio semplici da ricordare. Storie che si intrecciano tra passato e presente in modo abbastanza confuso. Vuol essere un racconto di azione, thriller, horror, poliziesco; troppe cose insieme.
A tratti si inceppa. Probabilmente deve essere letto dopo il primo libro della serie "Niceville".
Non entusiasmante.